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 COORDINAMENTO DELLE PRO LOCO DEL PARCO NAZIONALE DEL POLLINO¬

CERSOSIMO  CHIAROMONTE  LATRONICO  ROTONDA  SAN SEVERINO LUCANO  VIGGIANELLO

 A cura di: Lucio Marino, Luciano Ciminelli e Vincenzo Corraro; schede dei paesi a cura delle Pro Loco ¬

Il PARCO NAZIONALE DEL POLLINO

PRESENTAZIONE GLI ITINERARI  
CENNI SUL PARCO FESTE E TRADIZIONI  
COME ARRIVARCI GASTRONOMIA  
FLORA MONASTERI  
FAUNA IL TORRENTE FRIDO E I SUOI MULINI  

 

IL PARCO NAZIONALE DEL POLLINO¬

IL TORRENTE FRIDO E I SUOI MULINI


Questo itinerario è finalizzato alla riscoperta dei vecchi mulini del XVIII e XIX secolo, funzionanti con il sistema delle condotte forzate delle acque del Frido. Risalendo da Francavilla sul Sinni, si trova il mulino “Ricchie muzze” ancora funzionante. Nei pressi di Propani (frazione di San Severino Lucano) dove l’incontaminato torrente Peschiera confluisce nel Frido, è localizzato il mulino “Fasanelli” con macine in pietra perfettamente conservate.

A breve distanza si trova il mulino “Cornalonga”, attualmente ridotto a rudere e invaso dalla vegetazione.

Proseguendo nella risalita si incontrano i mulini “Magnacane” con strutture architettoniche ed opere idrauliche integre, “Ammirati” e “Cataldi”.

La presenza di questi numerosi mulini testimonia un’attività economica di notevole interesse ed importanza per la Valle del Frido.

Da San Severino Lucano continuiamo la risalita del torrente giungendo alla frazione Mezzana. Lungo questo tratto del corso d’acqua sono localizzati una serie di mulini di notevole valore storico ed etnografico. Tra i più importanti il mulino “Justin Leo”, il mulino “Chiarelli” e il mulino “Vitale”.

Nel punto di confluenza dei torrenti Frido e Salice si trovano i resti del mulino – segheria “Calabrese”. Fu costruito nel 1720 dal massaro del principe di Bisignano.

Quest’ultimo mulino rappresenta anche un ricordo storico del brigantaggio, essendo stato gestito nella seconda metà del XIX secolo dal Capitano della Guardia Nazionale Iannarelli, distintosi nella lotta al brigantaggio post – unitario.

L’andamento altimetrico della zona ha fatto si che la costruzione dello stesso si dovette adottare una tipologia costruttiva particolare mediante la quale l’approvvigionamento idrico fu possibile solo grazie a possenti opere realizzate ad archi.
 

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