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Il
Comune di Rotonda, sede dell'Ente Parco Nazionale del Pollino,
costituisce una eccellente meta turistica. Arroccata su di un colle,
al margine sud-orientale della Valle del Mercure, è una zona di
grandi bellezze paesaggistiche e naturali. Con strette stradine e
semplici chiese, la cittadina costituisce il naturale punto di
partenza nell'esplorare l'incantevole intreccio di flora e fauna
offerto dai rilievi della catena del Pollino. E' affascinante sapere
che le rocce del Pollino hanno 150 milioni di anni. Esse si sono
formate in ambienti simili agli atolli corallini delle Bahamas ed
erano attaccate all'Africa. Rotonda poggia sui depositi di un antico
lago in cui andavano a morire i vertebrati vissuti in epoca
Pleistocenica, di cui oggi è possibile ammirare i resti fossili che
sono stati ritrovati. Il Museo paleontologico di Rotonda, infatti, uno
dei siti principali dell'Ecomuseo del Pollino, ospita, tutte le ossa
di un Elephas antiquus italicus, specie risalente a circa 400-700 mila
anni fa.
Il nome Rotonda compare in una pergamena datata 1083, come attesta il
Racioppi. Nella descrizione di "Tutta l'Italia et isole
pertinenti ad essa", si legge il perché di questo specifico
lessema. La parola si riferisce alla disposizione di edifici, intorno
ad un castello, arroccato su un'altura, ubicati in modo tale da
sembrare un unico blocco rotondo. E' tesi condivisa da molti
storiografi che Rotonda sorga nel sito dell'antica Nerulum e coincida
pertanto con lo snodo in cui le principali arterie stradali (Popilia e
Annia e quella che passava da Grumentum), in epoca romana, si
incontravano. Già dal 317 a.c. si registra in Nerulum la presenza dei
proconsoli Barbula e Bubulco, dopo la lunga offensiva che aveva
portato l'esercito romano ad occupare le terre di Acerenza fino a
Nerulum. Non si conosce la data di nascita del centro di Rotonda, ma
si sa per certo che quando Roberto il Guiscardo andava conquistando i
territori del Principato di Salerno, Rotonda cadde tra le sue mani.
Dal secolo VIII subì il dominio di diverse stirpi e casati. Dal
nucleo facente parte del castaldato di Laino, nell'849, rientra tra i
possedimenti del Signore Guglielmo di Campania, quando la dinastia
normanna pose fine al dominio Longobardo nel secolo XI. Dalla Regina
angioina Giovanna II, Rotonda viene venduta alla famiglia Scannasorece;
nel 1419 il centro è infeudato alla potente famiglia dei Sanseverino
che vi esercita il controllo fino all'abolizione dei possessi feudali.
La data del 2 settembre 1860 rimarrà, invece, eterna nella lapide
posta sulla facciata della casa che ospitò Garibaldi, l'eroe dei due
mondi, proveniente dalla Calabria.
Il vecchio nucleo sorgeva su un cucuzzolo roccioso con in cima il
castello; ora solo i ruderi testimoniano tale esistenza, mentre la
parte nuova si estende verso est.
Nell'intrico di strette viuzze e di case che sembrano nascere dalle
rocce, si possono ammirare splendidi portali in pietra, opera degli
scalpellini locali e frutto dell'architettura spontanea di origine
contadina. Antichi riti e tradizioni si combinano a Rotonda durante la
sagra più importante del paese: la Sagra dell'abete. In un'atmosfera
di incanto, di intensi profumi e variopinti colori si celebra in onore
di Sant'Antonio da Padova che, si narra, trascorse una notte sotto un
abete. Anni dopo, nello stesso punto, un bovaro inciampando precipitò
in un burrone, invocò disperatamente il nome del santo che gli
apparve in tutto il suo splendore, salvandolo. Il miracolato abbatté
un abete e lo offrì al santo protettore: da allora ogni anno questa
festa, che si ascrive alle falloforie latine, simboleggia la rivincita
dell'uomo su una natura spesso ostile.
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