GASTRONOMIA LUCANA
In
Basilicata numerose sono le tradizioni gastronomiche e
folcloristiche che affondano le loro origini nella credenze religiose.
Anticamente,
durante la festività dell’Ascensione, era vietato cagliare il
latte. Per questa ragione i pastori lo regalavano agli abitanti che,
bollitolo con delle tagliatelle sottili, lo condivano con zucchero e
cannella.
11
13 dicembre, giorno dedicato a Santa Lucia, veniva preparata la cuccìa,
grano bollito con miele e sapa (vino cotto). La tradizione vuole che
dopo essere stata cotta nella pignatta, la cuccìa venga lasciata
sotto il camino affinché la santa vi posi il proprio piede, buon
augurio per il riposo invernale dei terreni agricoli e per la
fioritura primaverile.
Ancora,
la vigilia di Natale il pasto è costituito da ben nove portate che,
secondo una credenza popolare, rappresentano le nove case cui la
Madonna bussò per essere rifocillata prima di partorire.
LA
PASTA FRESCA
In
Basilicata sono decine i tipi di pasta fresca, ognuno dei quali porta
in sé le caratteristiche del territorio da cui proviene. Dal tardo
Rinascimento nei paesi di Fardella, Teana e Calvera, già appartenenti
all’antica contea di Chiaromonte, si prepara una pasta chiamata a
miscl’ziglio, ottenuta impastando le migliori farine di legumi,
ceci, orzo, semola e fave, e condita con cacioricotta e peperone a
scaglie. Questo antico
piatto, da sempre preparato dalle famiglie
locali, è oggi proposto anche da alcuni ristoranti che lo cucinano in
numerose varianti. Sempre da antiche tradizioni popolari nascono le
tapparelle (larghe orecchiette) del Lagonegrese, le manate
(tagliatelle) del Potentino, i firricieddi (corti fusilli) della Val
D’Agri, i rascatielli (piccoli cavatelli) della Val Sarmento, i
maccaruni pu cuott’ (mac cheroni nel cotto di fichi) di Montalbano,
i purcedduzz (gnocchetti di pasta fresca) di Grassano, le orecchiette
e le scorze di mandorle le (pasta fresca a buccia di mandorla) del
Materano, i capunti (lunghi cavatelli) di Genzano, le lacane chiappute
(tagliatelle larghe) di Acerenza e i cingul’ (tocchetto di pasta
fresca) di Rionero. Per tutti il condimento è a base di pomodorini
appesi o di Sanmarzano, di formaggio pecorino proveniente dal Vulture,
dalle montagne della Val d’Agri, dal Parco Regionale di Gallipoli
Cognato oppure dai pascoli incontaminati del Parco Nazionale del
Pollino.
LE
CARNI
Le
carni presenti nella tradizione sono ovine e caprine, tipici gli
involtini "Mazzacorde" di interiora di capretto o agnello
lattante (con ripieno a base di aglio, prezzemolo e peperoncino). Ma
l’ elemento principale della tavola è rappresentato dal maiale di
cui si utilizza tutto, a cominciare dal sangue, col quale si prepara
un dolce detto "Sangunazzo"(sanguinaccio), per passare alla
ottima carne con la quale si preparano u "Savuzizzo"(salsiccia)
e la "Siprissata" (soppressata), e un posto di rilievo lo
occupa sicuramente u "Prisutto" (Prosciutto) che stagionato
rappresenta un piatto prelibatissimo e ambitissimo.
Sono
presenti inoltre anche buoni vini, preparati ancora con i metodi
tradizionali, con l"acina" (l’uva) proveniente dalle poche
vigne ancora custodite, e conservanti nelle poche "Vutte"
(botti) di legno ancora in uso.
Qui
di seguito alcune ricette tipiche della regione.
PANE
COTTO
Ingredienti:
200 gr. di pane raffermo, 4 uova, SO gr. di porri, peperoncino,
prezzemolo, olio di oliva, sale.
Mettete
in un tegame l’olio, fatelo riscaldare ed aggiungete i porri con il
peperoncino. Fate soffriggere per qualche minuto, quindi aggiungete
circa un litro di acqua e attendete che cominci a bollire. Unite le
uova, che rimesterete con un cucchiaio di legno, quindi il prezzemolo.
Distribuite il tutto su fette di pane precedentemente sistemate in una
scodella.
Il
sale “doppio”, a grana grossa, veniva largamente usato in cucina
per la preparazione dei piatti. Capitava così, non di rado, di
portarne alla bocca insieme al cibo un grano, Il “divertimento”
consisteva nello sgranocchiarlo, scioglierlo lentamente in bocca per
fare corpose bevute di vino e vincere l’arsura.
LAGANE
E CECI
Ingredienti:
400 gr. di farina di grano duro, 250 gr. di ceci, aglio, pomodori,
olio di oliva, sale.
Lasciate
i ceci in ammollo per dodici ore, in seguito lessateli con una foglia
di alloro. Preparate
un impasto con farina, acqua, sale e ricavatene una sfoglia sottile
che taglierete a fettuccine di due centimetri di larghezza.
Soffriggete in una padella i legumi, precedentemente lessati, con
olio, aglio, pomodoro, infine unite la pasta ai ceci.
Lagane
e ceci, anche detto piatto del brigante. Pare, infatti, che dalla
fantasia popolare i briganti, che infestavano nella seconda metà del
XIX° secolo i boschi del Vulture, fossero soprannominati
“scolalagane” a causa della loro ingordigia di pasta.
CAVATELLI
E CIME DI RAPE
Ingredienti:
400 gr. di farina di grano duro, i Kg. di rape, aglio, peperoncino,
olio di oliva, sale.
Impastate
la farina con sale ed acqua tiepida, in quantità tali da ottenere una
pasta piuttosto morbida. Riducete l’impasto a lunghi cilindri di un
centimetro di diametro che taglierete a pezzi della misura di un dito.
Appoggiate sulla spianatoia* i pezzetti di pasta e premendo con le
dita strascinate verso di voi, in modo da ottenere degli gnocchetti
cavi. Mondate le cime di rape, lavatele e cuocetele in acqua bollente
salata. Soffriggete in una padella olio, aglio, peperoncino ed
aggiunge te le cime che lascerete insaporire per qualche istante.
Scolate i cavatelli, rimestando, amalgamate il tutto.
*
spianatoia = tavola di legno liscia per spianarvi la pasta.
FUSILLI
CON LA MOLLICA
Ingredienti:
400 gr. di farina di grano duro, 100 gr. di mollica di pane raf fermo,
aglio, prezzemolo, olio di oliva, sale.
Preparate
un impasto con farina, acqua, sale e ricavatene dei cilindri lunghi
una decina di centimetri e del diametro di uno. Poggiate sopra ogni
pezzo di pasta il ferretto* e, con movimento della mano, arrotola telo
ad esso. Sfilate allora il ferro e lasciate asciugare i fusilli su una
tovaglia. Scaldate l’olio in un padellino e, appena fuma, aggiungete
l’aglio e il pane sbriciolato finemente. Rimestate con un cucchiaio
di legno, quindi versate il tutto sulla pasta cotta al dente.
Completate con prezzemolo crudo e servite subito.
*ferretto
piccola bacchetta dì metallo simile al ferro da calza.
STRASCINATI
CON LU “NTRUPPC” (intoppo)
Ingredienti:
400 gr. di farina di grano duro, 150 gr. di carne mista: maiale,
vitello, salsiccia; cipolla, pomodori, pecorino, olio di oliva, sale.
Impastate
la farina con sale, acqua tiepida, e ricavatene dei cilindri lunghi
cinque centimetri. Appoggiate su ogni pezzetto di pasta quattro dita e
strascinate verso di voi (la forma dello “strascinate” è più
lunga e stretta del “cavatello”). Lasciateli asciugare su una
tovaglia e nel frattempo fate rosolare la carne nell’olio, quindi
unite i pomodori. Cuocete la pasta, scolatela e conditela con il sugo
ed il pecorino grattugiato.
Questo
sugo, che si prepara soltanto nelle grandi occasioni di festa, era
anche detto della “mamma”, per la particolare attenzione che ella
dedicava nel curarne lentamente la cottura, che avveniva sin dalle
prime ore del mattino.
BACCALA’
CON PEPERONI CRUSCHI
Ingredienti:
500 gr. di baccalà già spugnato, 300 gr. di peperoni “cruschi”,
aglio, peperoncino, prezzemolo, olio di oliva, sale.
Lessate
il baccalà, spinatelo, sfilettatelo fino ad ottenere delle schegge.
Soffriggete in una padella i peperoni cruschi* con olio, aglio,
prezzemolo. Versate il tutto sul pesce, aggiungete il peperoncino
piccante e servite. *cruschi = rinsecchiti e croccanti, perché
lasciati asciugare al sole.
BISCOTTI,
FOCACCE E TORTE
La
cucina regionale lucana offre biscotti, torte artigianali, focacce di
casa e, soprattutto, pane cotto nel forno a legna: in ogni zona c’è
un modo particolare di preparano, con farina di grano duro, con farina
di grano “cappella” misto a farina di crusca, integrale o con erbe
aromatiche, con il miele o con le uova. E ancora, prodotti da forno
che si tramandano da generazioni quali taralli, biscotti dolci e
salati, con la glassa o le mandorle; insapori ti con origano o
peperoncino, oppure guarniti con scaglie di cioccolato o panna fresca.
FORMAGGI
E CONSERVE
Pascoli
incontaminati, erbe profumate e professionalità delle aziende
casearie lucane:
una
felice combinazione che esalta il sapore di formaggi divenuti oramai
celebri: caprini freschi e stagionati, ricotte, treccine, mozzarelle,
caciocavalli e scamorze, manteche (scamorze ripiene di burro),
casieddu, caprini a palla avvolti in foglie di felci, tume, pallacci,
giuncate.
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